Venere di Urbino – il ritorno

Venere di Urbino – il ritorno

La Venere di Urbino, dipinta da Tiziano nel 1538 e custodita alla Galleria degli Uffizi di Firenze, torna a casa per la prima volta dopo quattro secoli. “Una Venere giovinetta a giacere, con fiori e certi panni sottili attorno molto belli e ben finiti”, così la descrisse Giorgio Vasari. Siamo al cospetto di una delle novità culturali artistiche del cinquecento,  nuovi significati non più solo evocativi del mondo classico o della “nudità primordiale” dei progenitori, ma anche allusivi a temi profani con significati allegorici, filosofici, letterari e, a volte, anche erotici.  Rispetto alla Venere del Giorgione, per esempio, quella di Tiziano non è addormentata ma fissa lo spettatore con uno sguardo molto intenso. La stessa modella viene ritratta da Tiziano in almeno altri due ritratti: la Ragazza con la pelliccia del Kunsthistorisches Museum di Vienna e La Bella della Galleria Palatina di Firenze, entrambi del 1536. L’opera di Tiziano ha rappresentato un modello per diversi artisti tra cui Francisco Goya ne La maya desnuda (1797-1800, Museo del Prado a Madrid) ed Edouard Manet che nella sua Olympia (1863, Museo d’Orsay a Parigi) si ispira dichiaratamente all’esempio del maestro veneziano soprattutto per l’evidente vivacità della protagonista.

 Dal 6 settembre al 18 dicembre 2016 a Palazzo Ducale di Urbino

Costo del biglietto: euro 6,50; Riduzioni: euro 4,50
Prenotazione:Nessuna
Orario: 8.30-19.15
Telefono: 07222760
E-mail: gan-mar@beniculturali.it mbac-gan-mar@mailcert.beniculturali.it

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