Vasari -ultima cena

Vasari – è rinata l’ultima cena

Il capolavoro del Vasari, questa ultima cena del 1546, sembrava perduto per sempre. Un’opera che fra le innumerevoli vicissitudini dovette subire anche l’impeto dell’Arno nell’alluvione del 1966 di Firenze. Nel dettaglio trattasi di un insieme di tavole in legno di pioppo di notevole dimensione più di sei metri in larghezza per due metri e sessanta centimetri in altezza. Ebbene l’opera dopo aver subito in passato danni causati da ben tre alluvioni venne rinvenuta nel 1966 immersa nel fango. L’Opificio delle pietre dure di Firenze decise recentemente di restaurare il dipinto nonostante gli innumerevoli danni subiti, causati dall’umidità, dagli insetti e dall’invecchiamento del legno.  Ma con l’abilità nel ripristino dei colori da parte degli esperti dell’istituto si è giunti ad un risultato straordinario. Il dipinto è stato collocato nel cenacolo di Santa Croce, nel medesimo punto in cui si trovava il Crocifisso di Cimabue. L’ultima cena al fine di evitare il rischio di future alluvioni si avvale inoltre di un avanzato sistema di sollevamento in grado di poter sollevare in pochi minuti fino a sei metri di altezza il dipinto. Una grande rinascita per Firenze e per uno dei suoi capolavori a 50 anni da quella terribile catastrofe.