Tempesta di Giorgione (1502-1503) olio su tela – Galleria dell’Accademia – Venezia

L’opera che dovette affascinare già i contemporanei dell’artista per l’inconsueta iconografia e per la meravigliosa contemporanea presenza di elementi naturali ed architettonici è tra i quadri più importanti e misteriosi nella storia dell’arte, oggetto di interminabili dispute circa l’interpretazione.

Che relazione lega le persone dipinte in quel bellissimo paesaggio? La città fortificata è reale o immaginaria? E perché sta per scatenarsi un temporale? Si tratta di un racconto (mitologico, biblico…), di una allegoria o, addirittura, di una pura fantasia dell’artista?

Proviamo a riassumere alcune interpretazioni fornite in passato:

Fino alla metà del XIX secolo la scena era interpretata, forse un po’ ingenuamente, come un ritratto dell’artista con la sua famiglia, e il dipinto era intitolato La famiglia di Giorgione. Altra interpretazione: il dipinto raffigura Adamo ed Eva con l’infante Caino, la città sullo sfondo è il paradiso e che i protagonisti sono raffigurati dopo la loro espulsione da parte di Dio, il fulmine simboleggia l’ira divina. Un’altra ipotesi è che il dipinto raffiguri Maria e Giuseppe in un momento di riposo durante la loro fuga in Egitto.
Poi si è pensato a una rappresentazione derivata dalla mitologia antica: o dallaTebaide di Stazio (Adrasto scopre in un bosco Hypsipyle che sta allattando Ofelte, figlio di Licurgo) o dalle Metamorfosi di Ovidio (Deucalione e Pirra, i progenitori dell’umanità, sopravvissuti al diluvio universale).
Qualcuno l’ha considerato un collage di “personificazioni” astratte: la Fortezza (il soldato) e la Carità (la donna) in perenne lotta contro l’imprevedibilità della Fortuna (il fulmine che squarcia le nubi).
E chi sostiene che la Tempesta è la “coperta” del ritratto del capitano veneziano Erasmo da Narni detto il Gattamelata e rappresenta proprio lui vicino a Treviso, la città di cui doveva ricostruire le mura.

Al di là degli aspetti emblematici e simbolici straordinaria è la resa degli effetti atmosferici, il cielo carico di nubi, di elettricità, di umidità e la geniale saetta che illumina il paesaggio.

L’uomo e la donna nella pittura appaiono ignari della tempesta che infuria dietro di loro. Qualche dettaglio: la colonna danneggiata situata dietro al giovane significa una vita spezzata? L’uccello appena visibile sul tetto in lontananza è una gru o una cicogna (con chiari riferimenti alla fertilità e alla gravidanza)?

Il quadro è palesemente ispirato ai lavori della scuola artistica del Danubio, di cui hanno fatto parte Duhrer e Altdorfer, i quali nei loro quadri ripropongono un ambiente naturalistico con in primo piano delle figure umane e non, come nel quadro di Giorgione che dipinse la tempesta. Il dipinto propone un impasto cromatico più ricco e sfumato rispetto alle precedenti opere dell’artista. Con una paziente e minuziosa descrizione del fogliame degli alberi e dell’incomparabile contrasto con lo sfondo scuro delle nubi.

Un’imperdibile opera che potete ammirare presso la Galleria dell’Accademia di Venezia.
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