Mostre per appassionati

 Mostre per appassionati

Da Lotto a Caravaggio. La collezione e le ricerche di Roberto Longhi
Roberto Longhi, storico dell’arte si deve la riscoperta di Caravaggio. Dopo secoli di oblio finalmente venne riconosciuto in tutto il mondo il suo grande contributo alla storia dell’arte. Longhi sottolineò la fondamentale importanza di Michelangelo Merisi nello sviluppo della pittura moderna e le sue profonde influenze sull’arte europea dei secoli successivi.  La mostra «Da Lotto a Caravaggio» vuole approfondire le scuole pittoriche che al grande pittore lombardo si rifanno. Quasi cinquanta dipinti appartenuti alla collezione del grande storico dell’arte, con alcuni prestigiosi prestiti esterni, lo straordinario «San Francesco in meditazione» (1604-1605) di Caravaggio, proveniente dal Museo Civico Ala Ponzone di Cremona. Si prosegue con una serie di opere del Cinquecento della cosiddetta «Officina Ferrarese»,  per arrivare ad ammirare le opere di Lorenzo Lotto, considerato da Longhi uno dei precursori più autorevoli di Caravaggio, specie per quel che riguarda l’uso della luce. E’ possibile inoltre ammirare alcuni dei maggiori esponenti del caravaggismo, quali Jusepe de Ribera per poi proseguire con un viaggio fra autentici capolavori di Dosso Dossi, El Greco, Valentin de Boulogne, Mattia Preti e il Cerano, con il suo capolavoro «Deposizione di Cristo nel sepolcro»
Novara, Complesso Monumentale del Broletto – dal 10 aprile 2016 al 24 luglio 2016
musei@comune.novara.it
lotto lorenzo - giovane con libro

Lino Selvatico. Una seconda Belle Époque

Il nome di Lino Selvatico (Padova 1872 – Biancade, Treviso 1924) si lega a doppio filo alla storia veneziana a cavallo del XX secolo nonché alla nascita della Biennale. Selvatico è uno dei principali referenti per la ritrattistica veneziana, rinnovata attraverso il confronto con il gusto europeo e gli esempi offerti dalla pittura inglese del Settecento.
I capolavori più noti dell’autore sono sicuramente i grandi ritratti che egli realizza per l’alta società veneziana e milanese strettamente legati alla Belle Époque. La parte più consistente di questa produzione si concentra intorno alla figura femminile e in veste di “pittore delle donne” Lino emerge fin dalla Biennale del 1903, con la rappresentazione dell’attrice Irma Gramatica e della signora Coletti. Il trasferimento a Milano nel 1918 gli permette di allargare la committenza che comprende i personaggi più in vista della mondanità, artistica e teatrale,e i protagonisti della vita sociale e culturale dell’epoca. La sua attività viene celebrata più volte dalla Biennale, che gli dedica mostre individuali nel 1912 e 1922, oltre all’importante omaggio retrospettivo del 1926.
 Venezia, Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna 14 maggio – 31 luglio 2016
info@fmcvenezia.it
lino selvatico
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