Michelangelo a Roma per una truffa

Michelangelo a Roma per una “truffa”

Forse non tutti sanno che l’arrivo a Roma del grande Michelangelo avvenne in seguito ad una “truffa”. Correva l’anno 1496 e a Michelangelo venne commissionato da Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici dopo il ritorno dell’artista da Bologna il Cupido dormiente, una statua marmorea (lunghezza circa 80 cm) ad oggi purtroppo dispersa. Un’opera che si rifaceva all’arte antica. All’insaputa di Michelangelo, si decise di sotterrare il Cupido per patinarlo come un reperto archeologico e rivenderlo sul fiorente mercato delle opere d’arte antica a Roma. L’inganno coinvolse il cardinale di San Giorgio Raffaele Riario, un ricco collezionista dell’epoca, il quale venne convinto da un intermediario ad acquistare l’opera per la somma di duecento ducati, assai cospicua soprattutto se rapportata ai trenta che aveva incassato Michelangelo per l’esecuzione. Successivamente le voci del fruttuoso inganno si sparsero fino ad arrivare alle orecchie del cardinale, che per avere conferma e richiedere indietro i soldi spedì a Firenze un suo intermediario,  tal Jacopo Galli, che riuscì a risalire al vero autore dell’opera, Michelangelo appunto, e con un trucco si fece confermare dallo stesso la truffa. Il cardinale nonostante l’ira nell’apprendere di essere stato raggirato, volle conoscere l’artefice capace di emulare gli antichi: se lo fece inviare a Roma lo introdusse nell’ambiente cardinalizio e nel contempo divenne uno dei suoi grandi committenti.

david

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