Michelangelo – Cappella Sistina

La Cappella Sistina si trova nella Città del Vaticano, prende il nome da papa Sisto IV della Rovere (1471-1484). La cappella Sistina fu costruita come cappella privata, all’interno della quale si svolgevano le cerimonie più importanti che si tenevano durante l’Anno Santo e si riuniva in Conclave, quando doveva eleggere un nuovo pontefice. Quando papa Sisto IV decise di creare la Cappella chiamò i più grandi artisti (Botticelli, Signorelli, Cosimo Rosselli, il Ghirlandaio, il Perugino e il Pinturicchio), che decorarono le parti laterali con affreschi riguardanti storie tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento. Gli stessi artisti che nel Quattrocento decorarono la cappella furono anche gli artefici degli affreschi raffiguranti i ritratti dei primi trenta pontefici posti in alto tra le finestre. La volta venne dipinta, da Pier Matteo d’Amelia con un semplice cielo blu costellato di stelle dorate, e mantenne questo aspetto fino a quando papa Giulio II della Rovere 1503-1513 commissionò a Michelangelo la ridecorazione della vasta superficie. Michelangelo lavorò alla volta dal 1508 al 1512. Il progetto originale di Giulio II fu quello di far dipingere, al giovane artista, 12 Apostoli, ma in seguito, il papa scoprì che il lavoro non stava riuscendo bene e quindi diede a Michelangelo la possibilità di operare da solo alla realizzazione della volta. L’artista toscano creò una struttura architettonica per le figure delle Sibille, dei Profeti, degli Ignudi, le Nove Storie della Genesi. Nei pennacchi e nelle lunette (la zona più bassa del soffitto) sono raffigurati gli Antenati di Cristo, tranne che nei pennacchi angolari, che contengono quattro storie d’Israele, la Tortura di Aman, il Serpente di Bronzo, Giuditta che taglia la testa ad Oloferne e Davide e Golia. Le figure giganti intorno alla volta, alternati l’uno con l’altra, sono quelle dei Profeti e delle Sibille, ossia di coloro che predissero la nascita di Cristo. I nove episodi della Genesi che sono rappresentati sulla volta sono idealmente divisi in tre gruppi e riguardano, l’Origine dell’Universo, dell’Uomo e del Male.Nel primo gruppo ci sono la Divisione della Luce dal Buio, la Creazione del Sole e della Luna, la Divisione delle Acque dalla Terra e la Creazione degli Animali, in questi affreschi Dio è l’unico protagonista.Nel secondo gruppo ci sono la Creazione dell’Uomo, la Creazione della Donna e l’Espulsione dal Paradiso. Nel terzo gruppo c’è il Sacrificio di Noè, il Diluvio Universale e l’Ebbrezza di Noè (questo fu il primo affresco creato da Michelangelo).

Michelangelo, su commissione di Papa Clemente VII, inizierà l’affresco rappresentante il giudizio Universale nel 1536 e lo porterà a termine nel 1541. Il fondo è azzurro e gli unici elementi di appoggio per i vari personaggi sono le nubi. Nell’opera intera è evidente un’azione circolare: la discesa dei dannati, che sono conseguenza del movimento del braccio di Cristo che “spinge” verso il basso, è contrapposta all’ascesa dei salvati, che sembrano essere sollevati dal suo braccio vigoroso. Nella parte in basso a sinistra vediamo la progressiva salvezza che inizia con la resurrezione della carne, i volti e i corpi putrefatti diventano pian piano splendidi, robusti e sono aiutati dagli angeli nell’ascesa. Nella parte destra sempre in basso avviene il contrario: i corpi sono spinti e tirati giù dai diavoli fin nelle viscere della terra, i volti dei dannati comunicano un’angoscia totale schernita dai volti disumani dei demoni.Cristo ha un corpo robusto, atletico e statuario; la sua figura si impone anche per la presenza contrapposta della Vergine dall’atteggiamento dolce e materno che chiede misericordia.